Quando l’ascensore si ferma, il condominio si aspetta che la ditta di manutenzione intervenga e ripristini rapidamente il servizio. Non tutti i guasti, però, possono essere risolti durante la prima uscita del tecnico: in alcuni casi serve un ricambio, l’autorizzazione dell’amministratore o un intervento straordinario non compreso nel canone.
Per capire se i tempi siano giustificati bisogna distinguere la presa in carico della chiamata dall’arrivo del tecnico e dalla riparazione definitiva. Occorre inoltre controllare il contratto, individuare chi deve approvare la spesa e documentare tutte le comunicazioni quando il fermo si prolunga.
La ditta di manutenzione è obbligata a riparare l’ascensore e in quanto tempo
Il D.P.R. 162/1999 impone al proprietario o al suo legale rappresentante di affidare l’intero impianto a personale abilitato. Il manutentore deve controllare periodicamente l’ascensore, promuovere tempestivamente la riparazione o la sostituzione delle parti rotte o logorate e verificarne la corretta esecuzione. Se rileva un pericolo in atto, deve fermare l’impianto fino alla sua messa in sicurezza.
Questo obbligo non implica che qualsiasi riparazione debba essere eseguita gratuitamente dalla ditta. La copertura economica, le autorizzazioni necessarie e i tempi di intervento dipendono anche dal contratto sottoscritto dal condominio.
Obblighi contrattuali e tempi di intervento
Non esiste un termine di legge unico entro il quale debba essere risolto ogni guasto. Il contratto dovrebbe indicare almeno:
- orari del servizio di assistenza;
- modalità di presa in carico della chiamata;
- priorità assegnata alle persone bloccate;
- disponibilità notturna e festiva;
- modalità di autorizzazione delle riparazioni;
- manodopera e ricambi compresi;
- aggiornamenti dovuti durante un fermo prolungato.
L’arrivo del tecnico non coincide necessariamente con la ripresa del servizio. Dopo la diagnosi può essere necessario ordinare un componente, predisporre un preventivo oppure eseguire lavorazioni che richiedono più tecnici e diverse ore di attività.
Il manutentore deve comunque spiegare la causa del fermo, indicare le attività necessarie e comunicare una previsione realistica. Formule generiche come “siamo in attesa” non permettono all’amministratore di comprendere se il ritardo dipenda dal ricambio, dall’approvazione della spesa o dall’organizzazione della ditta.
Differenza tra guasto coperto dal contratto e intervento extra
La risposta dipende dalle condizioni sottoscritte. Un contratto di base può comprendere visite programmate, assistenza al guasto e manodopera limitata, lasciando fuori ricambi e riparazioni importanti. Un contratto più esteso può includere alcuni componenti soggetti a usura, ma continuare a escludere motore, quadro di manovra, porte o danni causati da eventi esterni.
Prima di approvare un preventivo bisogna verificare:
- se la manodopera sia già compresa;
- se il componente rientri tra i ricambi coperti;
- se siano previste franchigie;
- se il guasto dipenda dalla normale usura;
- se si tratti di un intervento straordinario;
- se siano applicate maggiorazioni festive;
- se il contratto richieda un’autorizzazione preventiva.
La dicitura commerciale “copertura completa” non basta. È l’elenco delle inclusioni e delle esclusioni a stabilire che cosa debba essere fatturato separatamente.
Chi paga la riparazione dell’ascensore in condominio
Nei confronti della ditta, il soggetto tenuto al pagamento è generalmente il condominio che ha sottoscritto il contratto attraverso l’amministratore. La spesa viene poi attribuita ai proprietari delle unità servite dall’ascensore.
La natura ordinaria o straordinaria dell’intervento assume particolare importanza quando uno degli appartamenti è concesso in locazione.
A chi spetta la spesa: proprietario, condominio o conduttore
La Legge 392/1978 pone a carico del conduttore, salvo accordi differenti, le spese relative al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore. Le riparazioni straordinarie e la sostituzione dei componenti principali restano invece normalmente a carico del proprietario.
L’amministratore richiede comunque il pagamento al proprietario, che regola successivamente i rapporti economici con il proprio inquilino secondo il contratto di locazione.
Una regolazione, una normale attività periodica o una piccola sostituzione dovuta all’uso possono rientrare nella gestione ordinaria. La sostituzione del motore, del quadro, delle porte o delle funi richiede invece una diversa classificazione.
Come si ripartisce tra i condomini secondo i millesimi
L’articolo 1124 del Codice civile prevede che le spese di manutenzione e sostituzione dell’ascensore siano sostenute dai proprietari delle unità immobiliari servite.
La ripartizione avviene:
- per metà in base al valore delle singole proprietà;
- per metà in proporzione all’altezza di ciascun piano rispetto al suolo.
Prima di applicare il criterio bisogna controllare il regolamento condominiale contrattuale, che può contenere disposizioni diverse. Non è invece corretto dividere automaticamente la fattura in parti uguali tra tutti gli appartamenti.
Quando il costo è a carico del singolo utente
La spesa può essere attribuita a un solo soggetto quando il danno è stato provocato da un suo comportamento, per esempio durante un trasloco, il trasporto di materiali non autorizzati o un uso chiaramente improprio.
Non basta che quella persona sia stata l’ultima a utilizzare l’ascensore. Servono elementi che colleghino il comportamento al guasto, come il rapporto del tecnico, le registrazioni disponibili, testimonianze o immagini.
Quando la responsabilità non è dimostrabile, la riparazione resta una spesa condominiale da ripartire secondo il criterio applicabile.
Riparazione urgente degli ascensori a Milano e Piacenza
Una riparazione rapida dipende dalla capacità di individuare il guasto, dalla presenza di tecnici sul territorio e dalla disponibilità del componente necessario. Per questo, prima di firmare il contratto, è importante controllare tempi di intervento, reperibilità e organizzazione del magazzino.
Everest: pronto intervento e tempi di risposta garantiti
Everest opera attraverso le sedi di Settimo Milanese e Piacenza e interviene su ascensori di marche e modelli differenti. Il servizio Impianto Sicuro prevede assistenza per le emergenze 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. La disponibilità di magazzini centrali e periferici facilita inoltre il reperimento dei ricambi più comuni.
L’intervento in emergenza, non garantisce la conclusione definitiva di qualsiasi riparazione nello stesso intervallo. Dopo la diagnosi, i tempi effettivi dipendono dal tipo di guasto, dai componenti necessari e dalle attività autorizzate dal condominio.
Per richiedere assistenza è indispensabile comunicare subito indirizzo, matricola, descrizione dell’anomalia ed eventuale presenza di persone bloccate. In questo modo Everest può classificare correttamente la chiamata e predisporre l’intervento nelle aree di Milano e Piacenza.


