Restare bloccati in ascensore fa bene? Il caso di Del Potro a Rio 2016

Per moltissime persone rappresenta uno dei peggiori incubi, ma per qualcuno è stata una vera fortuna: restare bloccati in ascensore vi fa paura o stimola la vostra fantasia?

Una delle cose che spaventa di più è legata al tempo, perché quando ci si trova all’interno di un impianto elevatore che si blocca non è mai possibile capire se si tratterà di un guasto di pochi istanti o se l’attesa si prolungherà per ore. Il campanello di emergenza avrà suonato abbastanza forte da svegliare tutti quelli che abitano fino a due isolati? Questo ascensore avrà il telesoccorso che consente di chiamare direttamente l’ascensorista?  Quanto tempo ci vorrà prima che i tecnici possano ripristinare la normalità? Panico o no panico?

ascensore-bloccatoChi teme questa eventualità si è sicuramente interrogato più volte in questo senso, probabilmente ogni volta che è stato necessario utilizzare un elevatore. Questa ricorrente fobia è giustificata dal fatto che tutti noi siamo consapevoli che stiamo parlando di una macchina, e sappiamo che usufruire del trasporto di questo impianto non significa essere completamente esenti da malfunzionamenti. La manutenzione programmata evita al massimo il verificarsi di questa condizione, ma non la rende impossibile.

Il rimanere bloccati in ascensore può essere preoccupante, ma a volte può anche portare bene: chiedetelo a Del Potro, che alle olimpiadi di Rio 2016 è entrato in campo come 141 del mondo (dopo una serie infinita di infortuni, operazioni e riabilitazioni) e ha eliminato Djokovic al primo turno proprio dopo essere rimasto 40 minuti rinchiuso in un ascensore del Villaggio olimpico. Sarebbe stato facile pensare che l’atleta sarebbe sceso in campo nell’arena olimpica con una certa dose di tensione, e invece probabilmente quella stessa adrenalina lo ha motivato a battere il numero uno del ranking mondiale.

Insomma, se uno dei componenti dell’ascensore si rompe e avviene un guasto è probabile che restare bloccati in ascensore non sia un’esperienza indimenticabile. Ma se state per entrare in campo per un match internazionale potrebbe anche portarvi bene.